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TIVOLI: 26 maggio 1944 finalmente un ricordo degno!

Erano anni che chiedevamo di rendere alla triste ricorrenza la giusta importanza. Finalmente ci siamo riusciti! Stamane alle 8,30 i primi a raggiungere il monumento dedicato alle vittime del bombardamento che si trova all’interno del cimitero comunale sono stati gli studenti del Liceo scientifico Lazzaro Spallanzani che, accompagnati dalla professoressa Alessandra De Santis, hanno deposto un cuscino di gerbere rosse all’interno del piccolo recinto.

Poco dopo, una rappresentanza del Circolo tiburtino di Sinistra ecologia e Libertà, ha depositato le rose che i fiorai di Tivoli avevano affidato simbolicamente alla delegazione.

Alle 10, il sindaco Gallotti, accompagnato dal Gonfalone cittadino, da una rappresentanza della giunta e del consiglio comunale, ha deposto corone di alloro davanti alle lapidi che ricordano le stragi naziste del 1944 e davanti al sacrario dedicato alle vittime del bombardamento.

Un monumento finalmente ripulito e che sarà completamente riqualificato entro il 2 giugno prossimo, come ci ha riferito il vice sindaco Franco Poggi. Noi di SeL siamo soddisfatti di aver contribuito con la nostra iniziativa a riportare una data tragica della storia di Tivoli al giusto rilievo.

Gli oltre trecento morti di quel triste giorno hanno il diritto di restare, con il loro sacrificio, nei ricordi della città e dei suoi cittadini troppo spesso distratti dalla vita civile tiburtina. Essi sono l’emblema della inutilità e della stupidità di ogni guerra, ad essi, almeno una volta l’anno, deve tornare il ricordo e le reverenza di tutti.

Ci auguriamo che dal prossimo anno il manifesto del comune torni ad annunciare la manifestazione pubblica invitando i tiburtini ad essere presenti. Dal canto nostro continueremo ad essere presenti ed inviteremo adulti e studenti a portare un fiore, anche di campo, un pensiero scritto, sul sagrato della Chiesa di San Biagio.

Il vice parroco di quella chiesa, Padre Bischi, si precipitò a soccorrere dopo il primo bombardamento, i feriti. La seconda ondata di bombe lo prese in pieno e dei suoi resti non si trovò traccia. A lui, simbolicamente, vorremmo dedicare il 26 maggio 2011. A lui un poeta tiburtino dedicò questi versi in dialetto che oggi ci sembra opportuno ricordare e trasmettere.

Gianni Innocenti

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