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MONTEROTONDO: Troppo pericoloso: addio all’abete del ‘Ramarini”

Un abbattimento sofferto ma inevitabile, quello che riguarderà a breve l’abete posto in prossimità della storica scalinata d’accesso dell’antico teatro “Ramarini”. L’intervento di rimozione, che sarà eseguito entro marzo, è infatti fortemente raccomandato nella perizia a firma del professor Piero D’Asdia, ingegnere, ordinario di Tecnica delle Costruzioni, redatta su richiesta dell’architetto Ludovico Picara, progettista e direttore dei lavori di completamento del restauro del teatro.  

“L’albero – si legge nella relazione – le cui dimensioni appaiono eccessive rispetto a quelle dell’aiuola nella quale è cresciuto, ha già assunto una rilevante e preoccupante inclinazione verso la facciata del teatro in via di restauro, tanto da far temere che l’apparato radicale non possa essere in grado di sostenere ancora a lungo l’essenza stessa. Una sua eventuale caduta potrebbe provocare danni non indifferenti alla stessa facciata del teatro, senza parlare dei possibili problemi di incolumità pubblica per le persone ed i mezzi transitanti”.

A ciò  vanno aggiunti i rischi di danneggiamento che le radici “costrette in uno spazio inadeguato rispetto al tipico espandersi in orizzontale di questo tipo di piante” possono provocare alla muratura della facciata dell’edificio in corrispondenza del primo negozio su via Matteotti, con cui sono già oggi a contatto, e le possibili infiltrazioni nelle fondazioni e nelle murature sovrastanti che potrebbero causare danni ai locali corrispondenti.

L’aiuola, tuttavia, non rimarrà vuota. Preparato in maniera idonea, con opportuni sistemi di scolo e impermeabilizzazione, lo spazio ospiterà al posto dell’abete un’altra essenza arborea, di minori dimensioni e con caratteristiche dell’apparato radicale compatibili con la collocazione.  

“Dover abbattere un albero è sempre un dispiacere ” commenta il sindaco Alessandri ” soprattutto quando si tratta di un albero che appartiene alla memoria storica di una comunità. Per la mia famiglia, poi, il cruccio è ancora maggiore, visto che l’albero in questione fu piantato dal fratello di mio nonno, lo zio Giuliano. Purtroppo, però, è impossibile fare altrimenti: troppo alti i rischi per la struttura del teatro e per l’incolumità pubblica.  L’impegno dell’Amministrazione comunale sarà, allora, quello di sostituire l’abete prima possibile, appena realizzati quegli interventi che renderanno possibile e sicura la piantumazione di un’altra essenza, più adatta al luogo per dimensioni e caratteristiche”.

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