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GUIDONIA: La prima pietra del casello è un altro mattone sulla nostra salute

Riceviamo e pubblichiamo Da anni i politicanti e gli imprenditori dell’area di Guidonia attendevano questo momento e, in gran pompa e tappezzando i muri delle varie frazioni del territorio, hanno osannato alla posa della prima pietra del casello autostradale della Milano-Napoli, prevista per lunedì 15 febbraio 2010, accanto al Parco regionale dell’Inviolata, accanto alla megadiscarica per rifiuti solidi urbani.

Il “re della monnezza”, Manlio Cerroni, gongola perché così potrà più facilmente ospitare i rifiuti provenienti anche da aree più lontane, visto che l’impianto Colari per la produzione di cdr (già autorizzato dalla Regione Lazio e di prossima costruzione all’Inviolata, nonostante sia di vecchia tecnologia e penda contro di esso un ricorso al Tar del Lazio) è sovradimensionato per l’ATO guidoniano, formato da 49 comuni di cui una gran parte è già volta verso la raccolta differenziata porta a porta.

La società che da molti anni gestisce il colosso cementiero Buzzi Unicem è ben contenta del nuovo casello autostradale, in quanto la materia prima potrà più facilmente giungere nei suoi forni ed il cemento prodotto potrà più velocemente raggiungere destinazioni nazionali ed internazionali. I costruttori locali, palazzinari senza scrupoli e di scarsa fantasia ma legatissimi alla politica guidoniana, giubilano per l’evento: prevedono già lucrosi affari immobiliari con cambio di destinazione d’uso dei terreni ed i loro modesti edifici acquistano valore per la vicinanza col nuovo casello.

Anche i travertinari dell’area tiburtina sono estremamente soddisfatti, perché così i loro prodotti avranno maggiore facilità di raggiungere gli acquirenti in Italia ed in Europa. Gli ultimi ad essere soddisfatti sono proprio i politici comunali che, legati più alle lobbies imprenditrici locali che alle esigenze dei cittadini, non vedono l’ora di mettersi a disposizione di quello che viene propagandato per “sviluppo”.
Ma dal casello autostradale che si apre sulla provinciale “ex 48” ai residenti del territorio non verrà nulla di positivo, ma solo un ulteriore aggravio della situazione che giornalmente si trovano a vivere: più camion, più traffico, più inquinamento, più malattie. I servizi che i cittadini chiedono sono ben altri che un casello autostradale: tutela del verde, della salute, dell’occupazione, più servizi ambientalmente sostenibili.

Anche a questa ennesima sfida all’intelligenza dei cittadini di Guidonia Montecelio ed alla vivibilità dell’intero territorio, rispondiamo chiamando tutti alla mobilitazione!

CRA (Comitato per il Risanamento Ambientale)

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