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TIVOLI: Un addio ad un albero anziano

Si trova lì da molti decenni, ombra d’estate e luce in inverno, ospita merli, capinere, cardellini e passeri. E’ il vecchio Olmo di via San Bernardino da Siena, unica presenza verde in quel tratto di strada percorso da tutti coloro che scendono dal popoloso quartiere di Villa Braschi. Chissà come è sopravvissuto, in quel punto che lo lascia in bilico sul muro di sostegno che dà su viale Cassiano.

Ora il muro è leggermente spanciato: le radici dell’albero spingono e cercano quello spazio che da quella parte non c’è . I Vigili Urbani se ne sono accorti, c’è pericolo ed allora bisogna evitare l’ipotesi che qualche pietra cada sulle auto in transito. Il settore Lavori pubblici del comune, dopo il sopralluogo ha deciso: abbattiamolo, in quattro e quattr’otto il problema è risolto. Ma agli abitanti del posto non sta bene, sono abituati a convivere con quell’olmo che fa parte del panorama che ha Roma come quinta lontana.

Dicono: è possibile che si debba sacrificare così impunemente? Non costerebbe molto aprire il muro nel punto dove lo spanciamento è appena pronunciato, tagliare qualche radice e ripristinare. D’altronde lo si fa ogni volta che un’automobile o un autocarro, in quel punto va a finire sulla ringhiera e la danneggia. Fanno più danni le automobili in quel punto!

Troppo semplice agire in quel modo, è solo un albero, ma merita rispetto. E sorprende la celerità dell’intervento, in altre parti della città ci sono muri pericolanti (vedi piazzale Matteotti) o rami che pendono pericolosamente!

Legambiente si associa alle proteste e rivolge appello al Commissario Prefettizio Dottor De Meo perché intervenga a far riflettere chi l’intervento drastico ha deciso. Non dovrebbe essere molta la differenza economica tra i due interventi e la vita di un albero vale sicuramente la pena!

Il Presidente
Gianni Innocenti

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