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MONTEROTONDO: Una città a misura di bambino è migliore. Per tutti

Entra nella fase locale più significativa il progetto “La città dei bambini e delle bambine”, coordinato dalla Provincia e dal CNR, a cui il Comune di Monterotondo ha aderito sin dal 2006. Nel convegno “Una città a misura di bambino è una città migliore per tutti” che si terrà domani, giovedì 28 gennaio (ore 17.00, Biblioteca comunale “P. Angelani”) sarà infatti presentata l’iniziativa “A scuola ci vado da solo”, progettazione e realizzazione di modalità alternative all’auto per i percorsi casa-scuola e viceversa.

“Nelle città di oggi troppo spesso la vivibilità viene sacrificata in nome della modernità ad ogni costo – afferma l’assessore alla Partecipazione Anna Foggia – ripensare gli ambienti in funzione delle esigenze dei bambini può allora rappresentare l’occasione di immaginare e poi lavorare per una trasformazione virtuosa del sistema urbano. “Utilizzare” il bambino come indicatore ambientale, garante delle necessità di tutti i cittadini, significa infatti realizzare nella pratica una forma perfetta di partecipazione intesa come soluzione sociale, assai diversa da quelle comprese nella categoria dell’emergenza che troppo spesso e a sproposito vengono proposte come panacea per i mali della contemporaneità”.  

Al Convegno parteciperà anche Francesco Tonucci, coordinatore del progetto internazionale “La città dei bambini e della bambine”, fondato proprio sul principio che al maggior impegno  per aumentare le risorse e i servizi a favore dell’infanzia sia piuttosto da preferire un lavoro sistematico che consenta ai bambini di vivere un’esperienza da cittadini, autonomi e partecipanti, “parametri” viventi delle necessità diffuse indispensabili per trasformare la città in un luogo migliore per tutti.  

“Recuperare la funzione storica di cortili, marciapiedi, strade e piazze, luoghi privilegiati per l’incontro e lo scambio tra cittadini ” conclude il sindaco Alessandri – significa tutelare la loro caratteristica di spazi condivisi e sistemici, reciprocamente funzionali alla vivibilità e persino all’identità di una realtà urbana. Trovo che impostare tale recupero sulla base delle osservazioni, delle esigenze, dei suggerimenti dei bambini e delle bambine, sia probabilmente il criterio maggiormente appropriato affinché esso possa essere realizzato, come osserva giustamente l’assessore Foggia, nella sua forma più condivisa di soluzione sociale”.

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