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No B-Day: un successo nato dalla Rete

No B-Day, 5 Dicembre, Piazza della Repubblica, Roma, il popolo della rete scende in piazza. Noi eravamo lì, e non poteva essere diversamente per chì come noi, internet ce l’ha nel cuore. Infatti questa “grande” (possiamo a ragione definirla così, dopo il suo svolgimento) manifestazione è nata, cresciuta, diffusa interamente ed esclusivamente attraverso la rete web; non vi sono state televisioni a diffonderne l’evento, ne’ giornali (ad eccezione de “Il Fatto quotidiano”) ne’ adesioni di partiti politici (ad eccezione anche quì dell'”Italia dei valori” e varie frange dèi comunisti), che se ne sono tenuti e sono stati tenuti fuori.

La manifestazione ha il suo titolo: NO B DAY (“B” sta per Berlusconi) ché ne dichiara il suo intento: fuori Berlusconi dalla guida del paese Italia. La cronaca è la seguente: giornata di sole, raccolta del corteo a P.zza della Repubblica, con partenza alle 14.30 destinazione P.zza San Giovanni dove sono allestiti palco e mega schermo. Il clima è totalmente pacifico;  prima, seconda e terza età, c’erano tutti coloro che si riconoscevano in quella richiesta rappresentata dal titolo.

L’arrivo a San Giovanni inizia alle 16,00, la piazza si riempie in modo compatto, alle 18,00 dal palco comunicano che la coda del corteo si trova ancora in Via Merulana.  Qualche numero per dare la misura: agli organizzatori pervengono 360.000 adesioni, quindi dichiarano che se i partecipanti finali saranno 300.000, sarà un successo; alle 17,00 si parla apertamente di 500.000 manifestanti, mentre gli organizzatori parlano di 1.000.000 di persone. Quello che abbiamo visto noi è una piazza S. Giovanni gremita fitta, compreso le strade intorno ed adiacenti, una moltitudine tranquilla che ascolta gli interventi dal palco.
A sorpresa compare anche Mario Monicelli che esprime il suo apprezzamento per l’evento e invita a tenere duro.
Per chì lo temeva e per chì se lo augurava, il “flop” non c’è stato. La prima manifestazione interamente concepita e partorita dal web è stata un successo, quello che sarà il futuro non siamo certo noi a poterlo prevedere, possiamo dire, come augurio: “se son rose, fioriranno!”.

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