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GUIDONIA: Nuovo blitz all’interno del centro agroalimentare: due arresti

Continuano i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli, finalizzati al contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, all’interno del Centro Agroalimentare Roma di Guidonia Montecelio. Durante le verifiche eseguite nei numerosi box commerciali presenti all’interno della struttura, i militari della Stazione di Tivoli Terme hanno denunciato a piede libero 4 persone, acquirenti e grossisti dei settori ortofrutticolo ed ittico, per aver impiegato lavoratori extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno. Nella circostanza i Carabinieri hanno arrestato 2 cittadini egiziani, che stavano svolgendo irregolarmente le attività di carico e scarico della merce, poiché gravati da ordini di espulsione emessi dalle autorità italiane.

Il blitz dei militari di Tivoli all’interno del Centro ha portato altresì al rintraccio di oltre 10 extracomunitari privi di permesso di soggiorno, nei confronti dei quali sono state avviate le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale. Nella circostanza è stato applicato anche l’art. 10-bis della L. 286/98, recentemente introdotto dalla L. 94/2009, che prevede il reato di clandestinità (soggiorno illegale nel territorio dello Stato).
La costante attività dell’Arma, quotidianamente presente all’interno del C.A.R., tende a contrastare il fenomeno dell’impiego irregolare di extracomunitari, per la maggior parte di origine maghrebina, in grado di offrire forza lavoro a basso costo a favore di grossisti, produttori agricoli e acquirenti, trovando spesso la complicità degli operatori del settore. Dall’inizio dell’anno sono oltre 30 le persone denunciate dai Carabinieri di Tivoli, tra grossisti, produttori agricoli, acquirenti dei settori ortofrutticolo ed ittico e quasi 100 gli extracomunitari controllati all’interno della struttura, di cui 15 arrestati. L’attività di monitoraggio e di contrasto da parte dei Carabinieri ha fatto emergere violazioni della normativa in tema di sfruttamento dell’immigrazione clandestina e della disciplina del lavoro subordinato, con conseguenti ed inevitabili turbative sul piano economico-concorrenziale, che rischiano di pregiudicare il corretto svolgimento delle attività commerciali durante le fasi di contrattazione delle merci.

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