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Operativo l’arbitro per le controversie finanziarie

Via libera dal 15 ottobre all’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il nuovo organismo che fa capo alla Banca d’Italia e ha il compito di risolvere le controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. Dopo quattro mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento, cambiano dunque le modalità per far valere i propri diritti da parte dei clienti che sono stati vittime di comportamenti non corretti da parte dagli operatori finanziari, Poste comprese. L’Arbitro, infatti, avrà il potere di verificare l’attività di tutti gli operatori finanziari e potrà intervenire ogni volte che un cliente non avrà ottenuto ragione rivolgendosi all’ufficio reclami della propria banca o del proprio intermediario.

Potranno essere sottoposte all’Arbitro tutte le controversie fino ad un importo di 100.000 euro e purché siano iniziate dopo il 1° gennaio 2007. Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l’intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico. In ogni caso ci si può rivolgere all’Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l’intermediario, presentando un reclamo. Il reclamo deve avere una risposta entro 30 giorni dalla sua presentazione. Se il reclamo non ottiene risposta entro 30 giorni oppure se non si è soddisfatti della risposta, si può presentare ricorso all’Arbitro, purché non siano trascorsi più di 12 mesi dalla presentazione del reclamo all’intermediario.

L’ABFè composto da cinque membri di cui tre, tra i quali il presidente, sono nominati dalla Banca d’Italia. Al nuovo organismo la Banca d’Italia ha dedicato un sito ad hoc: http://www.arbitrobancariofinanziario.it/

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