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MORLUPO: La Vigilessa contro chi imbratta la città

Ormai la situazione è diventata paradossale ed insostenibile:  centinaia di volantini e frecce direzionali attaccate abusivamente dove capita, sui muri delle case e degli uffici, sui pali della luce, sui secchioni della spazzatura, alle palette alle fermate degli autobus, su qualsiasi spazio pulito delle nostre città. Il risultato possiamo vederlo tutti i giorni con i nostri occhi: una deturpazione ripetuta e sgraziata.
A Morlupo c’è chi cerca di contenere questa situazione, non senza difficoltà, e per niente aiutata da una normativa poco chiara. Si chiama Maria Castellano, vigilessa del Comune da dieci anni, che prendendo a cuore questa situazione, e volendo vedere la sua città ripulita da certi scempi, non è stata zitta e ferma come capita in altri comuni, ma ha incominciato a mandare verbali alle ditte che imbrattano la città.
“Devo dire che i risultati si vedono – dice Maria – ci sono meno cartelli in giro, le strade e le mura dela cittadina sono più pulite. Finalmente”.

E’ stato difficile arrivare ad una soluzione?
“Si, perchè la normativa non è per niente chiara ed è cambiata molte volte. Visto che ho riscontrato non poche difficoltà nell’applicare la norma, l’unica soluzione che ho trovato è stata quella di intervenire applicando il regolamento comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni, con l’articolo che chiede l’autorizzazione. Bisogna identificare il responsabile legale della società o della ditta intestataria del cartello, volantino… una volta trovato il nominativo, verbalizzare il responsabile legale. Cioè in pratica qualsiasi tipo di pubblicità deve essere autorizzata. Poi dipende dalla situazione, si interviene verbalizzando secondo l’articolo 23 del C.D.S. (frecce sui pali dei segnali stradali). Pin piano stanno arrivando i proventi dei verbali spediti, poi la voce si è sparsa, quindi le strade del Comune sono più pulite. A volte ho comunque l’impressione che questo non sia visto come un problema serio, e si tende a tralasciare. Con i risultati che si vedono in giro”.
Anche le frecce direzionali con cui si indica dove si trova una determinata attività sono abusive e possono incorrere in sanzioni?
“Certo. Intervengo come per i cartelli con il regolamento comunale sulla pubblica affissione. Ogni città ne ha uno, oppure, dipende dai casi, secondo l’art. 23 del Codice della Strada. Il problema in molti casi è avere la forza di applicare quello che dice”.
Lei fa la vigilessa da dieci anni, quando si è presentato il problema di questi cartelli pubblicitari?
“E’ un problema che c’è sempre stato. Però solo negli ultimi anni è aumentato a dismisura, e ha raggiunto dimensioni preoccupanti tanto che molte città ne sono letteralmente invase”.
I problemi non si fermano solo ai cartelli o alle frecce direzionali, giusto?
“Certo. Ci sono anche i volantini distribuiti dai ragazzi che fanno volantinaggio.  Anche in questo caso cerco sempre di pormi in maniera flessibile all’inizio. Non posso affrontarli con durezza, sono madre, so che devono fare un lavoro duro per pochi soldi, e molti di loro non sanno neache che bisogna avere un’autorizzazione per distribuire i volantini. Prima di intervenire, dunque, li avviso. Così quando li fermo e non hanno l’autorizzazione, gli spiego la situazione, mi prendo un loro volantino, li faccio ritirare da dove li hanno lasciati, non li faccio proseguire e gli dico che se li vedo ancora in giro procedo con la verbalizzazione a loro carico, perchè se trovi il trasgressore al momento devi verbalizzare lui dell’infrazione”.

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