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La città morta di Galeria antica

Dichiarato monumento naturale. Compreso nelle aree naturali protette del Comune di Roma, rientra appunto nel comune di Roma, precisamente nel XIX municipio, dopo tutto questo, non esiste uno straccio di indicazione o cartello che dica dove e’ ubicata l’area della antica citta’ di Galeria. Ecco quindi le indicazioni: siamo a Roma Nord, dalla Via Cassia dopo il raccordo anulare, prendere la Braccianese in direzione Bracciano, dopo qualche chilometro si costeggia su la destra il muro di cinta del centro di trasmissioni radio del Vaticano di S. Maria di Galeria, come finisce il muro di cinta ci si trova ad un piccolo incrocio dove girare a sinistra verso S.Maria di Galeria, dopo neanche un chilometro si passa davanti le costruzioni del piccolo borgo agricolo, la strada gira a destra, si prosegue per altri circa 200 mt in discesa e su la destra si trova una strada sterrata, prendere questa e proseguire fino ad uno slargo dove si puo’ lasciare l’auto e proseguire il sentiero a piedi, dopo 5 minuti gia’ si e’ in vista della poderosa muraglia di contenimento e fortificazione della citta’ abbandonata Galeria Antica.

Storia: origini incerte se abitata all’iniziodall’antico popolo dei Galerii, sicuramente poi risulta etrusca col nome di CAREIA, a presidio dei confini sud dei territori etruschi tra Veio e Cerveteri. Diventa possedimento romano a seguito della conquista romana degli etruschi. Depredata e distrutta dalle invasioni dei barbari che distrussero Roma, dal medioevo nuovamente popolata a partire dall’iniziativa di Papa Adriano I nel VIIIsec. di trasformarla in fattoria fortificata. Distrutta negli anni 900 a seguito delle invasioni saracene che in quel periodo imperversavano su le coste del Tirreno. Intorno al 1000 diventa possedimento dei Conti di Galeria . Nel 1276 diventa di proprieta’ degli Orsini. Nel 1486 passa ai Colonna, poi ai Savelli e in fine ai Sanseverino e con questi inizia la trasformazione da centro fortificato ad azienda agricola, causandone pero’ il declino e lo spopolamento. Ridotta ormai a rifugio di derelitti e disperati, complice anche la malaria che nel 1700 infuriava nelle campagne dell’Agro Romano, nel 1809 fu completamente abbandonata a favore del nuovo centro agricolo poco distante e costruito apposta, “il casale Celsano”, cioe’ quello che oggi si chiama S. Maria di Galeria.

La citta’ si trova arroccata sul classico sperone tufaceo, circondata da alte pareti a strapiombo, incise dal passaggio del fiume sottostante, l’Arrone, che forniva oltre che ampia disponibilita’ d’acqua agli abitanti, anche il funzionamento di una mola che si puo’ osservare insieme ad un imponente ponte, proseguendo il sentiero verso valle sotto la rocca. Nell’area fortificata era presente una piazza, il palazzo del governatore con annessa la chiesa di S. Nicola di cui rimane il campanile del 1700 ed altre tre chiese, oltre a molte altre varie costruzioni. Oggi non rimane quasi piu’ nulla, la natura e’ tornata padrona, con gli alberi e le loro radici che hanno invaso completamente tutto, soltanto le murature piu’ massicce ancora resistono e ci danno la misura di quello che la citta’ e’ stata. Il sito e’ molto suggestivo e a libera visita, (e aggiungeremmo a libero abbandono), raccomandiamo comunque la ovvia attenzione da avere durante escursioni di questo tipo di siti. Se rimane del tempo, non perdere la visita ai vicini borghi lacustri di Anguillara, Trevignano e Bracciano.

Servizio e foto: Stefano Amadori

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