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MONTEROTONDO: Gara 3 – Finale Play Off

Il sogno finisce qui. Il Monterotondo si scontra nuovamente con l’incubo play off e, nello spareggio per l’accesso in serie B2, viene sconfitto per tre a zero dall’Arvalia che ha meritato il salto di categoria più degli eretini. La maledizione dei play off è cominciata in serie D, proseguendo lo scorso anno fino ad arrivare alla delusione di mercoledì sera. In una palestra gremita come al solito, i ragazzi di Savino Guglielmi sono riusciti a tenere testa all’avversario solamente nel primo set ma, sul 21-21, i gialloblù hanno sbagliato in attacco al termine di uno scambio infinito. Con quell’episodio la partita ha preso una brutta piega per i gialloblù che non sono riusciti a rialzare la testa nonostante l’incessante ed encomiabile tifo dei propri sostenitori. Visibile l’amarezza, a fine gara, di Cesarini e compagni. “E’ stato un anno intenso e molto duro ” afferma il capitano Cesarini ” l’Arvalia si è dimostrata squadra superiore e si è conquistata sul campo la promozione. Noi abbiamo fatto il possibile ma siamo incappati in due pessime partite. Gli avversari hanno sfruttato al meglio il fattore casa mentre noi abbiamo risentito terribilmente l’atmosfera dei palloni. Mi dispiace soprattutto per i tanti tifosi che sono venuti a vederci.” Complimenti unanimi agli avversari sono arrivate dai giocatori e dirigenti del Monterotondo che hanno riconosciuto la superiorità dell’Arvalia: “Purtroppo è la seconda volta che mi capita di perdere un play off con questa maglia ” afferma il libero Fabio Bonaccorso ” la prima volta capitò in serie D quando affrontammo l’Icom Latina guidata da un certo Davide Saitta. In quell’occasione la delusione fu minore dato che avevamo comunque vinto il campionato e fummo giustamente ripescati. I play off di quest’anno, invece, li ricorderò per sempre. Si sono viste gare di alto livello ed alla fine l’hanno spuntata i più forti. Porterò sempre con me questo bellissimo ricordo: avrei voluto vincere solo per dare una gioia ai tifosi, veramente incredibili.” Insomma rimane un grande amaro in bocca anche se c’è la consapevolezza di averci provato fino all’ultimo. Sarà per un’altra volta.

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