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TIVOLI: Vietato il consumo di alcolici nelle aree pubbliche

Con un’ordinanza, il Sindaco Giuseppe Baisi ha introdotto il divieto di consumare bevande alcoliche di ogni tipo, tutti i giorni della settimana, per le intere 24 ore, in piazza Bartolomeo della Queva e in altre aree pubbliche, ad alta frequentazione, del quartiere di Tivoli Terme.
Il provvedimento si è reso necessario poiché è stato accertato che nelle aree in questione si radunano quotidianamente persone che trascorrono l’intera giornata abusando del consumo di bevande alcoliche provocando una situazione di forte degrado e una crescente percezione di pericolo per i cittadini e le cittadine che vivono e frequentano il quartiere.
“Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni ” ha dichiarato il Sindaco Baisi – e una specifica richiesta avanzata per conto di molti cittadini in data 24 novembre 2008 dal Comitato Città Termale Tivoli Terme Villalba di Guidonia, in cui si descrivono comportamenti non rispettosi della convivenza civile e del decoro urbano, quali l’abbandono a terra dei contenitori delle bevande, l’espletamento dei bisogni fisiologici sulla pubblica piazza e, in alcuni casi, perfino aggressioni verbali e molestie nei confronti dei passanti. Da diversi giorni stavamo lavorando all’ordinanza e abbiamo deciso di approvarla subito anche per dare una ulteriore risposta per la legalità, la sicurezza, il rispetto delle regole e il mantenimento del decoro urbano anche in relazione ai fatti accaduti lo scorso fine settimana nella scuola media Orazio. La lezione di educazione civica che gli alunni della scuola ieri, con la loro bellissima manifestazione, hanno dato a tutta la comunità deve essere imparata e messa in pratica anche dagli adulti. Dobbiamo dimostrare di essere una comunità che basa la sua forza e la sua unità sul rispetto delle regole e sulla difesa dei diritti e dei doveri: il diritto di poter fruire in piena libertà degli spazi pubblici e il dovere della legalità”.

“Tale situazione ” ha scritto il Sindaco nell’ordinanza – sta provocando un grave pregiudizio alla normale fruibilità degli spazi pubblici e rappresenta un reale pericolo per il mantenimento dell’ordine pubblico, anche in relazione alle possibili reazioni dei cittadini esasperati da comportamenti offensivi e al limite della legalità oltre ai gravi problemi di decoro urbano, di pericolo e di igiene pubblica provocati dall’abbandono di grandi quantità di rifiuti e dall’espletamento dei bisogni fisiologici sui marciapiedi e nelle aiuole. Va considerato inoltre che le aree in questione ogni giorno sono frequentate da migliaia di persone, tra cui i pendolari diretti alla vicina stazione ferroviaria, i bambini e i ragazzi dei plessi scolastici di via Tommaso Neri e via Don Minzoni e gli utenti dello stabilimento termale delle Acque Albule. Tutto ciò provoca una pesante riduzione della qualità della vita dei cittadini e lede i loro fondamentali diritti alla sicurezza, all’incolumità, alla salute e alla fruibilità delle aree pubbliche”

Per quanto sopra descritto, il Sindaco ha rilevato evidenti e forti ragioni di interesse pubblico tali da rendere indispensabile un provvedimento per garantire l’igiene, il decoro e l’incolumità delle cittadine e dei cittadini e per agevolare l’azione di prevenzione della Polizia locale e della Forze dell’ordine.

Ecco, secondo l’ordinanza, i divieti introdotti:
dalle ore 00:00 alle ore 24:00 di ogni giorno della settimana, nelle aree pubbliche in piazza Bartolomeo della Queva, in via dei Martiri Tiburtini, in via Don Minzoni, in via Tommaso Neri, in via Nazionale Tiburtina nel tratto compreso tra via Tommaso Neri e via Cesare Augusto, all’interno del Parco pubblico dell’Arcobaleno e nelle aree pubbliche adiacenti, nell’area destinata a parcheggio pubblico ubicata tra la via Nazionale Tiburtina e il centro commerciale Le Palme:

1. di consumare bevande alcoliche di ogni gradazione, senza alcuna eccezione anche in merito ai contenitori utilizzati. Sono escluse dal divieto soltanto le aree dei plateatici dei pubblici esercizi e gli spazi delimitati concessi in occupazione di suolo pubblico ai gestori degli stessi esercizi;
2. di abbandonare nelle aree pubbliche i contenitori delle bevande, anche se consumate altrove;

La violazione dei suddetti due divieti, ai sensi e a norma dell’art. 7 bis, comma 1 del D. Lgs. 18.08.2008 N. 267 e successive modifiche, è punita con la sanzione amministrativa compresa tra il minimo di 25 euro e un massimo di 500 euro.
I trasgressori, al momento della contestazione, sono obbligati a rimuovere immediatamente i rifiuti abbandonati nelle aree pubbliche e, in caso di inottempèranza, saranno perseguiti in applicazione dell’art. 650 C.P. e saranno tenuti al pagamento delle spese sostenute dall’Amministrazione Comunale per la pulizia e il ripristino del decoro urbano.
Spetterà alla Polizia locale e alle Forze dell’ordine l’applicazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza, che ha validità di sei mesi dall’entrata in vigore.

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