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MONTEROTONDO: Sospensione del Consiglio comunale

In relazione agli episodi che hanno costretto la Presidenza del Consiglio comunale a sospendere e poi ad annullare la seduta straordinaria di Consiglio di ieri, 1° dicembre, il sindaco Lupi esprime “Sconcerto, amarezza e profonda indignazione per lo squallido spettacolo offerto ieri dalla minoranza consiliare, che in evidente e totale disaccordo al suo interno ha di fatto impedito lo svolgimento di una discussione su questioni importanti qual è la situazione societaria di Nuova Era s.p.a. Discussione, tra l’altro, richiesta e sollecitata da esponenti della stessa minoranza e che eravamo pronti ad affrontare con serenità e massima compiutezza”.

La seduta straordinaria di ieri era stata espressamente richiesta da esponenti dell’opposizione consiliare al fine di acquisire ogni informazione e consentire un dibattito aperto circa la situazione della società partecipata “Nuova Era s.p.a.”, titolare del servizio di igiene urbana, il cui iter di messa in liquidazione da parte dell’assemblea dei soci non è ancora concluso. La richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio era stata preceduta da una analoga richiesta di accesso a documentazione societaria avanzata dagli stessi esponenti di minoranza. Tale documentazione, ai sensi dei regolamenti d’accesso agli atti, era stata puntualmente fornita dal sindaco ai richiedenti, con la prescrizione di ritenerla “riservata” ai sensi dello Statuto, del Regolamento comunale sul diritto d’accesso ai documenti amministrativi e in considerazione del fatto che detta documentazione era stata prodotta “a diretto ed esclusivo interesse dell’assemblea dei soci e non solo del Comune di Monterotondo”.

Consapevoli del carattere transitorio dell’operazione di liquidazione della società, i Gruppi di maggioranza avevano chiesto ai richiedenti della seduta straordinaria di posticipare la stessa al termine dell’iter, così da poter analizzare e relazionare su una situazione compiutamente definita.
Tale proposta, respinta dai gruppi d’opposizione, ha portato alla convocazione della seduta straordinaria.
«In aula ” prosegue il sindaco ” è però accaduto che lo stesso richiedente della seduta, il presidente del Gruppo consiliare di AN, abbia sollevato il dubbio che l’assemblea dovesse tenersi a porte chiuse. Nonostante la nostra disponibilità ad affrontare la discussione apertamente, relazionando nei termini in cui ciò è possibile e lecito, abbiamo comunque ritenuto chiaramente fondata, a termini di regolamento, l’eccezione di riservatezza e quindi il carattere ristretto del Consiglio. A quel punto sia cittadini presenti in aula sia esponenti stessi dell’opposizione, in evidente contrapposizione col capogruppo di AN, hanno inscenato proteste tanto chiassose quanto sconvenienti e francamente grottesche, costringendo il presidente del Consiglio dapprima a sospendere e poi a chiudere la seduta. L’episodio, al di là dell’evidente spaccatura dell’opposizione a cui abbiamo assistito, sulle ragioni della quale, francamente, poco m’interessa indagare, segna in ogni caso uno spiacevolissimo episodio che oltre a ledere l’immagine del Consiglio comunale ha impedito, di fatto, un dibattito trasparente su questioni di vitale importanza per la nostra città. Questo è davvero intollerabile. Anche perché da parte dell’opposizione consiliare, su questa come del resto anche su altre vicende, continuano ad emergere solo posizioni demagogiche e populiste, senza che quel dovuto senso di responsabilità abbia a prevalere su una contrapposizione strumentale e senza costrutto. Ciò anche quando la questione sul tavolo è giuridicamente e tecnicamente complessa, per la quale è necessaria una analisi approfondita per poter assumere decisioni forti anche in termini di individuazione di responsabilità soggettive».

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