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TIVOLI: No al trasferimento dei Campi nomadi di Roma fuori dal Grande Raccordo

No al trasferimento dei campi nomadi di Roma fuori dal Grande Raccordo Anulare. Lo affermano in modo unitario i Sindaci di undici Comuni dell’hinterland romano che venerdì scorso si sono riuniti all’Hotel Victoria di Tivoli Terme, dopo aver registrato una crescente preoccupazione delle comunità locali, anche in relazione alle recenti dichiarazioni del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale vorrebbe trasferire fuori dal Raccordo i campi nomadi della Capitale.
Al termine dell’incontro, i Sindaci dei Comuni di Tivoli, Guidonia Montecelio, Monterotondo, Pomezia, Fonte Nuova, Ciampino, Zagarolo, Frascati, Cerveteri, Ladispoli e Anguillara Sabazia hanno sottoscritto un documento unitario, inviato questa mattina al Presidente della Provincia di Roma e per conoscenza al Prefetto di Roma, in cui affermano, tra l’altro “che lo spostamento dei campi nomadi lontano dai centri abitati della Capitale non farebbe altro che ” come è già accaduto negli ultimi anni – trasferire ai Comuni dell’hinterland confinanti con Roma i problemi di convivenza e di integrazione sociale attualmente esistenti poiché, vista la conformazione del territorio, ciò porterebbe inevitabilmente a creare le nuove strutture vicino ai centri abitati dei nostri Comuni, vanificando in un solo colpo il lavoro svolto e le risorse utilizzate finora per l’integrazione degli stranieri nei nostri territori”.
“Questa complessa situazione ” hanno scritto i Sindaci – deve essere affrontata non cercando di trasferire problemi di difficilissima soluzione ad altri enti – tra l’altro con molte meno risorse economiche rispetto a Roma e strutture non organizzate per affrontare emergenze sociali di questo tipo e portata – ma attraverso un processo di coinvolgimento e di partecipazione, tenendo anche conto dei programmi per l’istituzione dell’Area Metropolitana, di tutti gli enti e le istituzioni, a partire dalla Provincia di Roma, dalla Regione Lazio, dai Comuni dell’hinterland, dalla Prefettura e dalla Questura”.
Nel documento i primi cittadini chiedono al Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti “di farsi portavoce delle preoccupazioni delle comunità locali e di assumere un ruolo di coordinamento per coinvolgere tutti i soggetti e gli enti interessati, compresi i Comuni dell’hinterland, con l’obiettivo di affrontare con un metodo condiviso l’intera questione e pianificare di comune accordo i programmi da adottare e le decisioni da prendere”.

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